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giovedì 10 dicembre 2009

Editoria. Legacoop chiede di ripristinare il diritto........

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Editoria. Legacoop chiede di ripristinare il diritto soggettivo
Legacoop

Dopo il colpo di mano del ministro dell'economia Giulio Tremonti, sono 95 le testate che rischiano di chiudere e migliaia i lavoratori che potrebbero trovarsi disoccupati.

La Direzione Nazionale di Legacoop, rivolge un pressante appello al Parlamento al Governo e in particolare al Ministro Tremonti affinché rivedano la decisione di anticipare al 2010 la soppressione del «diritto soggettivo» per i contributi all’editoria cooperativa. Sarebbe così possibile avere un anno di tempo per avviare una vera e profonda riforma per il settore dell’editoria. È appena il caso di ricordare che senza la certezza del contributo e della sua disponibilità non è possibile non solo impostare la programmazione delle attività, ma neppure svolgerle per l’impossibilità delle banche di anticipare le risorse necessarie, e, soprattutto, non è possibile redigere i bilanci in modo credibile e in grado di essere certificati, condizione questa per avanzare la domanda all’accesso ai contributi. Non va dimenticato che la cooperativa di giornalisti, così come è stata disegnata dalla legge, è una forma di impresa particolarmente rigida negli aspetti gestionali e soprattutto nei limiti alla sua capitalizzazione e nella possibilità di accesso alle risorse finanziarie di rischio.
Molte cooperative sono in grande difficoltà per le condizioni di mercato, provocate dalla crisi in atto che ha ulteriormente falcidiato le modeste risorse pubblicitarie acquisibili; alcune aziende hanno già avviato le pratiche per la dichiarazione dello stato di crisi, difficile da superare per la impossibilità oggettiva di un credibile piano di rilancio. In queste condizioni la chiusura di molte cooperative, aderenti o meno a Mediacoop, sarà difficilmente evitabile e riguarderà larga parte degli operatori che hanno scelto la cooperativa per svolgere la propria attività informativa per la piena libertà ideologica e di autogoverno che garantisce [si tratta di 95 testate cooperative, non profit e di partito, tra quotidiani e periodici per un ammontare complessivo di 2000 giornalisti e 2500 poligrafici].
Legacoop chiede che si ripari subito a questa decisione, che sopprime il «diritto soggettivo», inserita in modo imprevisto e immotivato nel maxi emendamento alla Finanziaria proposto dalla maggioranza. Ciò senza attendere un successivo provvedimento riparatorio, soprattutto in presenza delle dichiarazioni convergenti attribuite al ministro Tremonti e al Presidente Fini in queste ore . Solo così si può evitare il sospetto che la motivazione che ha determinato questa decisione sia quella dell’accrescimento della discrezionalità dell’Esecutivo e della emarginazione del Parlamento. Occorrono nuove regole, certe, per definire criteri oggettivi di accesso ai contributi, riaffidandole alle competenze del Parlamento in modo che si possano realizzare contemporaneamente risparmi per le finanze pubbliche ma anche la eliminazione degli effetti distorsivi che la legislazione ha accumulato in questi anni. Solo così è possibile, – come da quattro anni richiesto da Mediacoop – salvaguardare le imprese meritevoli per qualità del servizio informativo erogato, per stabilità e adeguatezza delle redazioni e per una certa e documentata presenza nelle edicole ed escludere quelle che tali requisiti minimi non hanno e che con il loro comportamento discreditano una platea di attori che sono i soli ad interpretare il ruolo di editore puro.

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