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mercoledì 29 gennaio 2014

Obama : Lo stipendio minimo dei contractor del governo sale da 7,25 a 10,10 dollari l'ora


Obama, 2014 anno della svolta per l'America. 
Aumenta il salario minimo dei dipendenti federali
 Lo stipendio minimo dei contractor del governo sale da 7,25 a 10,10 dollari l'ora


Il 2014 sarà l'anno della svolta per l'America, un anno di azione. È la solenne promessa di un Barack Obama più che mai determinato ad affermare la sua agenda politica e sociale, per troppo tempo rimasta ostaggio delle lotte tra partiti.

Uno stallo che il presidente americano - al suo quinto discorso sullo Stato dell'Unione - vuole sbloccare, senza arrendersi alla logica del muro contro muro imperante a Washington: «L'America non resterà immobile, e tantomeno il suo presidente», assicura. Ecco allora che Obama lancia la sfida: «Se il Congresso si rifiuterà di prendere le misure necessarie per sostenere la classe media, le famiglie americane, agirò per decreto». E lo farà ovunque sia necessario: dal salario minimo alla lotta alla disoccupazione, dall'immigrazione alla stretta sulle armi.


Obama annuncia una dozzina di decreti già pronti, pensati per far progredire le condizioni di vita di milioni di americani e per combattere le crescenti diseguaglianze. Diseguaglianze che ancora oggi penalizzano un bambino americano solo per la sua razza, o per il luogo in cui nasce. Senza contare le discriminazioni sulle donne: «Rappresentano la metà della forza lavoro - lamenta Obama - ma guadagnano meno, 77 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo: questo è sbagliato e imbarazzante nel 2014».

Come imbarazzante per il presidente è non garantire a tutti lo stesso standard di servizi sociali, a partire dagli asili nido. Obiettivo che può essere raggiunto solo con una profonda revisione del sistema fiscale. Sono tutti campi su cui il presidente auspica il dialogo, la cooperazione tra le forze politiche, il compromesso bipartisan. Ben sapendo però che il 2014 è anche un anno di elezioni, quelle di metà mandato, che si svolgeranno in novembre e che rinnoveranno l'intera Camera dei rappresentanti e un terzo del Senato.

Opportunità per tutti è stato il tema portante del discorso del presidente degli Stati Uniti. Obama ha volato basso in quest'anno elettorale in cui difficilmente potrà strappare concessioni alla Camera a maggioranza repubblicana. La strategia di Obama è dunque quella di aggirare il Congresso attraverso l'emanazione di ordini esecutivi, come quello annunciato per alzare il salario minimo dei lavoratori federali da 7,25 dollari a 10,10 dollari l'ora.

«Ovunque e in qualunque momento possa fare passi avanti per aumentare le opportunità per le famiglie americane lo farò», ha detto. L'obiettivo rimane dunque quello di ridurre la disparità sociale e ricostruire la classe media. A questo scopo il presidente ha anche annunciato la creazione di un nuovo fondo pensione, aperto a tutti e al riparo dalle oscillazioni del mercato, dal nome MyRA, e un summit per discutere i modi migliori per aiutare le famiglie della classe operaia.

Sul fronte dell'occupazione, altro tema che rimane all'ordine del giorno del presidente, un programma di training servirà a formare una nuova classe di lavoratori e metterli in contatto con le aziende pronte ad assumere. Per accelerare la ripresa economica inoltre il presidente americano intende puntare sulle infrastrutture, in particolare rendendo più facili le pratiche per ottenere le licenze e accorciando i tempi burocratici.

Difficile però immaginare una tregua con la destra. Anche sulla riforma sanitaria, che Obama torna a difendere con forza e con orgoglio, nonostante gli abbia fatto perdere gran parte della sua popolarità: «Zero. Nessun americano resterà più senza una copertura», rivendica.

Obama non dimentica anche le enormi sfide in politica estera, a partire dall'Iran: «Se Kennedy e Reagan hanno trattato con l'Unione Sovietica, non vedo perché non lo possiamo fare con avversari meno forti. Abbiamo il dovere di provare», afferma, ribadendo come in questa fase opporrà il suo veto a nuove sanzioni contro Teheran. Poi rinnova la promessa su Guantanamo: «La chiuderemo quest'anno».

Obama promette un anno all'attacco, 
anche su clima ed energia.
 E sul fronte degli accordi commerciali,
 quello con l'Europa e quello con l'Asia e l'area del Pacifico.

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