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domenica 3 aprile 2016

Jobs Act: Morto il Contratto Indeterminato


Jobs Act: 
morto il contratto a tempo indeterminato

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Unione Sindacale di Base. – E’ in atto una campagna 
mediatica sia a livello televisivo che di stampa, tesa a promuovere il Jobs Act quale strumento di 
stabilizzazione del lavoro; anche sui locali giornali web, infatti , sono apparsi comunicati  come ad 
esempio quello di Federlazio di qualche giorno fa, che affermerebbero che  questo provvedimento 
varato dal governo Renzi  avrebbe incrementato le assunzioni a tempo indeterminato.

Spiace andare contro tendenza ma la nostra opinione è tutt’altra:  attraverso questa riforma del lavoro, il contratto a tempo indeterminato ha cessato di esistere.

Premesso che, anche sotto il profilo dei numeri, il campanello d’allarme arriva dall’Istat per quanto 
riguarda i rapporti di lavoro a tempo indeterminato che, nonostante gli incentivi, cominciano a dare 
segnali di rallentamento (nel trimestre agosto-ottobre 2015 , infatti,  i lavoratori con contratto 
permanente risultano 32 mila in meno, mentre i lavoratori a termine  87 mila in più),  noi vogliamo 
riflettere sullo svuotamento del significato di “contratto a tempo indeterminato”.

Con la  definitiva abolizione dell’art. 18, contenuta n el Jobs Act,  infatti, il datore di lavoro può licenziare senza giustificato motivo,  in quanto non è più previsto il reintegro nel posto di lavoro nel caso in cui il giudice  stabilisca che il licenziamento è illegittimo. Se, poi , a questo aggiungiamo gli sgravi contributivi che il governo ha concesso alle imprese tramite la Legge di Stabilità, 
 il quadro è completo: le imprese assumono beneficiando degli sgravi contributivi,  sapendo che possono licenziare in qualsiasi momento.

Primi esempi di “licenziati a tutele crescenti” ci risultano essere stati tre operai della cartiera Pigna 
Envelopes di Tolmezzo, assunti a marzo con il contratto a tempo indeterminato introdotto dal Jobs Act , dopo soli otto mesi l’azienda li ha lasciati a casa. Eppure la Società ci risulta abbia potuto beneficiare dei generosi incentivi che 
esonerano il datore di lavoro dal pagamento dei contributi per tre anni”.

Possiamo capire così  come  il  governo  ne faccia  un suo cavallo di battaglia e, soprattutto,  perché i 
suoi  fidi alfieri, che di certo non sono  i lavoratori ma le parti datoriali e le imprese, difendano 
appassionatamente questa riforma.

L’abolizione dell’art. 18 e l’introduzione del  contratto a tutele crescenti, che vuol dire zero tutele per un lungo periodo lavorativo e   la decontribuzione per le aziende per i primi tre anni,  stanno creando un turnover di precari nelle imprese senza alcuna possibilità reale di stabilizzazione,
 una sorta di caporalato legalizzato.
Sta avvenendo, e i fatti ce lo confermano, che molti contratti a tempo determinato vengono sostituiti con quelli a tempo indeterminato soltanto perché le aziende beneficiano di questi   sgravi contributivi ma i lavoratori sono condannati ad un precariato a vita ed i licenziamenti non riguarderanno più vere crisi aziendali o negligenze del dipendente, bensì periodici ricambi di forza lavoro che darà diritto a nuovi sgravi alle imprese.

Nella bieca giustificazione che abbia rappresentato un ostacolo alle assunzioni,   è stata compiuta 
attraverso il Jobs Act , la reale devastazione del diritto fondamentale del lavoro e, ancor peggio, è stato messo in atto un infame tentativo di mettere  padri contro i figli , generazione contro generazione, facendo passare per privilegi  quei sacrosanti diritti (come il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo) che delineano il confine tra dignità e schiavitu' .

IN ITALIA E' PASSATO SENZA PROBLEMI ...


LEGGI IN FRANCIA COSA SUCCEDE


Un milione di persone sono scese in piazza 
In Francia per protestare contro la riforma del lavoro che in Italia e’ stata approvata senza che si muovesse foglia. I francesi e’ noto che sono un osso duro la loro storia gli fa onore,per l’Elite imporre riforme liberiste sara’ dura.Ci sono stati scontri con la polizia che ha usato spray urticanti e cariche per disperdere i manifestanti.

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